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Articoli, commenti a sentenze ed editoriali su questioni di attualità del diritto penale tributario.

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Articolo

Quinta magistratura tributaria: secondo concorso di 180 magistrati tributari

L’articolo analizza il bando del secondo concorso per 180 magistrati tributari, illustrandone requisiti di ammissione, modalità di presentazione della domanda e articolazione delle prove. Vengono sintetizzate le regole sulla preselezione, le prove scritte e orali, i criteri di valutazione e gli adempimenti successivi fino alla graduatoria e alla nomina dei vincitori.

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Avv. Maurizio Villani
08 lug 2026
Commento

Legittimità dell’art. 21-bis, D.Lgs. n. 74 del 2000: equilibrio ancora instabile tra giudicato penale assolutorio e giudizio tributario

Commento alla sentenza della Corte Costituzionale n. 50 del 2026, che ha ritenuto non fondate le questioni di legittimità dell’art. 21-bis del D.Lgs. n. 74 del 2000. Gli autori esaminano la portata del giudicato penale assolutorio nel processo tributario, evidenziandone i limiti nei casi di presunzioni legali e di inutilizzabilità delle prove. Il contributo valorizza la conferma dell’efficacia del giudicato anche ai fini dell’accertamento dell’imposta, ma critica le restrizioni introdotte dalla Corte.

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Prof. Gianluca Gambogi e Avv. Beatrice Belli
13 apr 2026
Sentenza

Sentenza CEDU — Edilsud 2014 S.r.l. Semplificata e Ferreri c. Italia — Perquisizione fiscale nell'abitazione-sede legale: violazione dell'art. 8

La Corte EDU accerta la violazione dell'art. 8 CEDU nella perquisizione fiscale del 2 febbraio 2018 nell'abitazione che ospitava anche la sede legale della società ricorrente, autorizzata dal pubblico ministero di Foggia senza obbligo di motivazione ex art. 52, co. 1, D.P.R. 633/1972. Richiamando la sentenza Italgomme Pneumatici e altri c. Italia, la Corte esclude l'effettività dei ricorsi ex post ai giudici tributari o civili e riconosce ai ricorrenti, congiuntamente, 7.600 euro per danno morale.

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Corte Europea dei Diritti dell'Uomo
05 mar 2026
Articolo

La giustizia tributaria deve essere inserita nella Costituzione e non deve dipendere dal MEF

La magistratura tributaria va inserita nella Costituzione (art. 103) e resa indipendente dal MEF, cui oggi resta sottoposta. Il MEF nomina i giudici tributari, ne determina discrezionalmente il compenso (art. 13 d.lgs. 545/1992) ed è parte processuale nelle controversie fiscali tramite l'Agenzia delle Entrate, in contrasto con gli artt. 101 e 111 Cost. La proposta: dipendenza dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, gestione al Consiglio di Presidenza e accesso dei magistrati tributari alla Cassazione.

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Avv. Maurizio Villani
25 feb 2026
Articolo

Giustizia tributaria: prime analisi e riflessioni sulla bozza di decreto legge PNRR

L'articolo 16 della bozza di decreto legge PNRR innalza la soglia del giudice monocratico tributario da 5.000 a 10.000 euro (art. 4-bis, D.Lgs. 546/1992), per i ricorsi notificati dal 1° marzo 2026, spostando sul binario più rapido circa il 70% delle liti di primo grado. La bozza modifica anche nomine e tirocini nel D.Lgs. 545/1992, la prova scritta del concorso in magistratura tributaria (L. 130/2022) e istituisce tre direzioni territoriali a Milano, Roma e Napoli.

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Avv. Maurizio Villani
20 gen 2026
Articolo

Prove di dialogo (difficoltose) tra Corte EDU e Cassazione su accessi e ispezioni nelle verifiche fiscali

Con la sentenza n. 512/2026, la Cassazione penale (Sez. III) esclude che la violazione sistemica dell'art. 8 CEDU, accertata dalla Corte EDU nel caso Italgomme Pneumatici c. Italia (5/2/2025) sugli accessi fiscali, renda automaticamente inutilizzabili ex art. 191 c.p.p. le prove raccolte dall'Amministrazione finanziaria. Negando che una condanna EDU equivalga a norma di legge, la Corte dichiara inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo, esonerando però il contribuente dalla sanzione per la novità della questione.

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Avv. Luca Robustelli
15 gen 2026
Articolo

Indagini bancarie fiscali: la Corte EDU condanna l'Italia per la terza volta in meno di un anno (Ferrieri e Bonassisa c. Italia)

Con la sentenza Ferrieri e Bonassisa c. Italia dell'8 gennaio 2026, la Corte EDU condanna l'Italia: l'accesso ai dati bancari dei contribuenti (artt. 32 D.P.R. n. 600/1973 e 51 D.P.R. n. 633/1972) viola l'art. 8 CEDU per assenza di garanzie procedurali effettive e di controllo giurisdizionale preventivo. È la terza condanna in meno di un anno dopo Italgomme e Agrisud; la pronuncia, adottata ex art. 46 CEDU, impone riforme strutturali articolate in tre pilastri.

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Avv. Antonella Villani
12 gen 2026
Sentenza

Sentenza CEDU — Ferrieri e Bonassisa c. Italia — Accesso ai dati bancari dei contribuenti

La Corte EDU condanna l'Italia per violazione dell'art. 8 CEDU: la norma che consente all'Agenzia delle Entrate di accedere ai dati bancari dei contribuenti per la verifica fiscale (art. 51 del decreto n. 633/1972 e art. 32 del decreto n. 600/1973) attribuisce alle autorità una discrezionalità illimitata, senza un controllo giurisdizionale o indipendente efficace a posteriori. Per l'art. 46 CEDU, l'Italia deve introdurre regole più precise e un rimedio di controllo effettivo.

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Corte Europea dei Diritti dell'Uomo
08 gen 2026
Articolo

Riscossione e accertamento: dalle proroghe emergenziali alla decadenza differenziata

Con l'art. 22 D.Lgs. 81/2025 cessa, dal 31 dicembre 2025, la proroga emergenziale di 85 giorni introdotta dall'art. 67 D.L. 18/2020: la decadenza torna agli artt. 43 DPR 600/1973 e 57 DPR 633/1972, ma si «differenzia» per contribuente. Un punteggio ISA pari o superiore a 8 anticipa la decadenza di un anno, la tracciabilità dei pagamenti oltre 500 euro di due, mentre il concordato preventivo biennale con ravvedimento speciale la proroga fino al 2027-2028.

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Avv. Maurizio Villani e Dott.ssa Federica Attanasi
2026
Sentenza

Sentenza CEDU — Agrisud 2014 S.r.l. Semplificata e altri c. Italia — Violazione dell'art. 8 per le verifiche fiscali

La Corte EDU accerta la violazione dell'articolo 8 della Convenzione: le verifiche fiscali di Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza presso le sedi di otto società italiane non erano «previste dalla legge». Applicando i principi di Italgomme Pneumatici c. Italia (6 febbraio 2025), la Corte censura il potere discrezionale illimitato riconosciuto dagli articoli 52 D.P.R. 633/1972 e 33 D.P.R. 600/1973. Condanna l'Italia a versare 3.200 euro a ciascuna ricorrente per danno non patrimoniale.

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Corte Europea dei Diritti dell'Uomo
11 dic 2025
Articolo

Le nuove cause di non punibilità nei reati tributari

Il D.Lgs. n. 87 del 2024 amplia le cause di non punibilità dei reati tributari: il comma 3-bis dell'art. 13 esclude la punibilità dell'omesso versamento di ritenute e IVA dovuto a crisi di liquidità sopravvenuta e non imputabile, mentre il comma 3-ter tipizza i criteri per la particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p., valorizzabile anche con estinzione solo parziale del debito. Il pagamento del debito opera come scriminante o, in subordine, come attenuante.

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Prof. Gianluca Gambogi
dic 2025
Articolo

La lex mitior si applica anche alle sanzioni formalmente amministrative ma sostanzialmente penali (causa C-544/23)

Con sentenza del 1° agosto 2025 (causa C-544/23), la Grande Sezione della Corte di Giustizia UE stabilisce che il principio della lex mitior (art. 49 Carta UE) si applica anche alle sanzioni formalmente amministrative ma sostanzialmente penali. La qualificazione penale si fonda su finalità repressiva e severità della sanzione, non sull'etichetta nazionale. Il principio resta applicabile finché è esperibile un ricorso ordinario come la Cassazione, che ne esclude la definitività.

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Avv. Maurizio Villani e Dott.ssa Marta Zizzari
09 set 2025
Articolo

Esterovestizione e non imponibilità IVA: la Cassazione ribadisce i criteri di effettività della sede estera

La Cassazione rigetta il ricorso dell'Agenzia delle Entrate e conferma l'esclusione dell'esterovestizione della società di rimorchio d'altura con sede a Madeira: la «sede dell'amministrazione» ex art. 73, comma 3, TUIR coincide con la sede effettiva — uffici, dipendenti, organi sociali — non con i fratelli Barretta quali amministratori di fatto. Ne discende la non imponibilità IVA ex art. 8-bis, comma 1, lett. e), d.P.R. n. 633/1972 delle prestazioni delle società italiane a loro riconducibili.

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Avv. Maurizio Villani
25 ago 2025
Articolo

Le conseguenze delle gravi violazioni degli obblighi fiscali e contributivi nelle procedure d'appalto pubblico

L'esclusione è automatica per le violazioni fiscali e contributive gravi e definitivamente accertate, facoltativa per quelle non definitivamente accertate, se pari o superiori al 10% del valore dell'appalto (minimo 35.000 euro; artt. 94-95 e All. II.10, D.Lgs. n. 36/2023). La Corte Costituzionale (sent. n. 138/2025) ha ritenuto legittima la soglia fissa di 5.000 euro per l'esclusione automatica, mentre self-cleaning e impegno vincolante a pagare permettono di evitarla regolarizzando il debito prima del termine di gara.

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Avv. Maurizio Villani e Dott.ssa Marta Zizzari
ago 2025
Articolo

Corte CEDU e verifiche fiscali: il D.L. n. 84/2025 è inutile ed incompleto

Il D.L. n. 84/2025, approvato dalla Camera il 22 luglio 2025, è inutile e incompleto perché ignora i criteri della sentenza CEDU del 6 febbraio 2025, che ha accertato la violazione dell'art. 8 della Convenzione da parte dell'Italia nelle verifiche fiscali sui locali commerciali e professionali. Il decreto impone solo la motivazione dell'accesso nei verbali (nuovo art. 12 L. 212/2000), senza controllo giurisdizionale immediato, inutilizzabilità delle prove illegittime o efficacia retroattiva ai giudizi pendenti.

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Avv. Maurizio Villani
25 lug 2025
Sentenza

Sentenza CEDU — Italgomme Pneumatici S.r.l. e altri c. Italia — Verifiche fiscali: violazione dell'art. 8 CEDU

La Corte EDU accerta la violazione dell'art. 8 CEDU: gli artt. 52 D.P.R. 633/1972 e 33 D.P.R. 600/1973 attribuiscono a Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate un potere discrezionale illimitato nelle verifiche fiscali nei locali commerciali e professionali, senza obbligo di motivazione e senza un controllo giurisdizionale ex post effettivo. La sentenza (6 febbraio 2025) riconosce 3.200 euro a ciascun ricorrente e richiede all'Italia, ex art. 46, riforme sistemiche a tutela del contribuente.

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Corte Europea dei Diritti dell'Uomo
06 feb 2025
Articolo

Nota a Corte Costituzionale n. 204/2024: la riforma della giustizia tributaria (legge 130/2022)

Nella sentenza n. 204/2024 (pagg. 26-27), la Corte costituzionale definisce la riforma della giustizia tributaria, attuata con la legge n. 130/2022 e inserita tra gli interventi del PNRR, una risposta organica alle problematicità del precedente assetto ordinamentale che avvicina la giurisdizione tributaria a quella ordinaria. La riforma completa un percorso di 160 anni, istituendo una magistratura tributaria professionale, a tempo pieno, selezionata per concorso pubblico e specializzata nella materia.

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Avv. Maurizio Villani
19 dic 2024
Articolo

La sentenza penale irrevocabile di assoluzione nel processo tributario: da «prova» a «giudicato» (art. 21-bis D.Lgs. 74/2000)

L'art. 21-bis D.Lgs. 74/2000, introdotto dal D.Lgs. 87/2024 in attuazione della delega fiscale (L. 111/2023), attribuisce alla sentenza penale irrevocabile di assoluzione efficacia di giudicato nel processo tributario, quanto ai medesimi fatti. Serve però un'assoluzione piena («perché il fatto non sussiste» o «l'imputato non lo ha commesso»), emessa in dibattimento e sullo stesso soggetto: si supera così il regime di piena autonomia tra i due processi, in cui la pronuncia penale valeva come mera prova.

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Avv. Maurizio Villani e Avv. Antonella Villani
18 ott 2024
Articolo

Le nuove sanzioni amministrative tributarie per ritardati od omessi versamenti diretti e altre violazioni in materia di compensazione

Il D.Lgs. n. 87/2024 modifica l'art. 13 D.Lgs. n. 471/1997: la sanzione per i ritardati od omessi versamenti diretti scende dal 30% al 25%, quella per compensazione di crediti «non spettanti» è al 25%, mentre per crediti «inesistenti» è al 70%, elevabile dal 105% al 140% se da rappresentazioni fraudolente. Le nuove sanzioni si applicano solo alle violazioni commesse dal 1° settembre 2024, deroga al favor rei al vaglio della Cassazione (ord. interlocutoria n. 21150/2024).

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Avv. Maurizio Villani e Dott.ssa Marta Zizzari
03 ott 2024
Articolo

«Crediti inesistenti» e «crediti non spettanti»: le nuove definizioni e sanzioni del D.Lgs. n. 87/2024

Il D.Lgs. n. 87/2024 introduce nell'art. 1 del D.Lgs. n. 74/2000 le nuove definizioni di «crediti inesistenti» e «crediti non spettanti» (lett. g-quater e g-quinquies), recependo la distinzione tracciata dalle Sezioni Unite (sentt. nn. 34419 e 34452/2023) dopo anni di contrasto giurisprudenziale. Cambiano le sanzioni dell'art. 13 D.Lgs. n. 471/1997 (25% per il non spettante, 70% per l'inesistente, aumentabile dalla metà al doppio se fraudolento); restano di cinque e otto anni i termini di accertamento.

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Avv. Maurizio Villani e Dott.ssa Marta Zizzari
24 set 2024
Articolo

Processo tributario: le nuove norme in vigore dal 2 settembre 2024

Dal 2 settembre 2024 si applicano, ai giudizi tributari con ricorso notificato dopo il 1° settembre, le modifiche al D.Lgs. n. 546/1992 introdotte dal D.Lgs. n. 220/2023 (attuativo della Legge delega n. 111/2023). Le novità più rilevanti riguardano l'obbligo di PEC e depositi telematici (art. 16-bis), la sottoscrizione digitale di tutti gli atti a pena di nullità dei provvedimenti del giudice (art. 17-ter) e il nuovo modulo di deposizione testimoniale tributario firmabile digitalmente (art. 7).

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Avv. Maurizio Villani e Dott.ssa Marta Zizzari
12 set 2024
Articolo

Vademecum sulla riforma del sistema sanzionatorio penale tributario: il D.Lgs. n. 87/2024 e le modifiche al D.Lgs. n. 74/00

Il D.Lgs. 14 giugno 2024 n. 87, attuativo dell'art. 20 della legge delega n. 111/2023, riforma il sistema sanzionatorio penale tributario per integrare sanzioni penali e amministrative nel rispetto del ne bis in idem. Il vademecum ripercorre le modifiche al D.Lgs. n. 74/2000: differimento della consumazione dei reati di omesso versamento (artt. 10-bis e 10-ter), cause di non punibilità e attenuanti legate alla rateazione, fino al divieto del ne bis in idem sostanziale (art. 21-ter).

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Caraccioli Avvocati - Studio Legale
02 ago 2024
Articolo

D.Lgs. 14 giugno 2024, n. 87 — Revisione del sistema sanzionatorio tributario

Il D.Lgs. n. 87/2024 ridisegna il sistema sanzionatorio tributario, penale e amministrativo, secondo i principi di proporzionalità e offensività: distingue crediti inesistenti da crediti non spettanti, introduce nuove cause di non punibilità e riconosce alla sentenza penale di assoluzione efficacia di giudicato nel processo tributario. Modifica D.Lgs. 74/2000, 471/1997 e 472/1997: le norme penali sono vigenti dal 29 giugno 2024, le sanzioni amministrative si applicano alle violazioni commesse dal 1° settembre 2024.

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Avv. Maurizio Villani
29 giu 2024
Articolo

Quer pasticciaccio brutto del contraddittorio preventivo

La già controversa riforma delle regole disciplinanti il principio del contraddittorio pre-accertativo è stata ulteriormente modificata con un emendamento introdotto dal Senato in sede di conversione in legge del D.L. n. 39/2024. La disposizione di derivazione parlamentare suscita notevoli perplessità sia per la scelta di utilizzare lo strumento della norma di interpretazione autentica, sia per il mancato coordinamento della nuova disciplina contenuta nell’art. 6-bis dello Statuto dei diritti del contribuente con le forme di contraddittorio preventivo già previste nell’ordinamento (in particolare con il contraddittorio in materia antielusiva), sia per l’inspiegabile decisione di escludere da ogni forma di confronto anticipato i procedimenti accertativi volti al recupero di crediti di imposta inesistenti. Un ripensamento delle scelte prese, a questo punto, è forse necessario.

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Andrea Giovanardi – in collaborazione con IPSOA Quotidiano
28 mag 2024
Articolo

Primo concorso di magistrato tributario: critiche ai titoli di preferenza a parità di merito e proposta di aggiungere avvocati e dottori commercialisti

Villani critica tre dei tredici titoli di preferenza a parità di merito previsti dall'art. 12 della bozza di bando per il primo concorso di magistrato tributario. Propone di estendere quello per il servizio prestato da uno a cinque anni e a tutta la Pubblica Amministrazione, non al solo MEF; di sostituire quello per gli atleti dei gruppi sportivi militari con quello di avvocato o dottore commercialista; e di eliminare quello per gli incarichi ANPAL Servizi.

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Avv. Maurizio Villani
27 mag 2024
Articolo

Autotutela sostitutiva e unicità dell'accertamento: l'ordinanza n. 33665/2023 di rimessione alle Sezioni Unite e le modifiche introdotte dal D.Lgs. n. 219/2023

Per gli autori, dal 18 gennaio 2024 l'autotutela tributaria risponde solo all'interesse del contribuente e opera solo in bonam partem, non più in malam partem. Lo sanciscono i nuovi artt. 10-quater e 10-quinquies (autotutela obbligatoria e facoltativa) della L. n. 212/2000, introdotti dal D.Lgs. n. 219/2023 nello Statuto del contribuente. Ne discende che il contrasto sui limiti dell'autotutela sostitutiva rimesso alle Sezioni Unite con l'ordinanza n. 33665/2023 resta rilevante solo fino al 17 gennaio 2024.

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Avv. Maurizio Villani e Dott.ssa Marta Zizzari
24 mag 2024
Articolo

Vademecum reati tributari: d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74, come modificato dalla L. 19 dicembre 2019, n. 157

Il d.lgs. 74/2000, come modificato dalla L. 19 dicembre 2019, n. 157, articola i reati tributari in dichiarazione fraudolenta e infedele (artt. 2-4), omessa dichiarazione (art. 5), emissione di fatture per operazioni inesistenti (art. 8), omessi versamenti e indebita compensazione (artt. 10-bis, ter e quater) e sottrazione fraudolenta al pagamento (art. 11), con soglie di punibilità e pena. Il vademecum riepiloga in tabelle confisca, non punibilità per estinzione del debito e responsabilità ex d.lgs. 231/2001.

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Avv. Cristina Caraccioli
15 mag 2024
Articolo

Audizione di Andrea Giovanardi sullo schema di decreto legislativo di revisione del sistema sanzionatorio tributario (A.G. 144)

Lo schema di decreto legislativo A.G. 144, attuativo della delega fiscale (l. n. 111/2023), riduce le sanzioni tributarie ma nega retroattività alla disciplina più favorevole (art. 5), in deroga all'art. 3, co. 3, del d.lgs. n. 472/1997: una scelta che l'audizione definisce «vistosa e inaccettabile». Giovanardi critica inoltre il coordinamento con il processo penale e la nuova distinzione tra crediti non spettanti e inesistenti, ampliata oltre i confini tracciati dalle Sezioni Unite (Cass. n. 34119/2023).

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Prof. Andrea Giovanardi
09 apr 2024
Articolo

Concorso per magistrato tributario: le corrette modalità di svolgimento della prova preselettiva

Nella prova preselettiva del concorso per magistrato tributario (75 quesiti a risposta multipla in 60 minuti, introdotta dall'art. 24 D.L. n. 19/2024), ogni domanda deve avere un'unica risposta esatta, fondata solo sulla legge ratione temporis e sui principi definitivi delle Sezioni Unite di Cassazione, escludendo circolari, dottrina e giurisprudenza di merito o di sezione semplice. I quesiti mal formulati sono impugnabili per violazione della par condicio e dell'art. 97 Cost.

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Avv. Maurizio Villani
08 apr 2024
Articolo

Schema di riforma del sistema sanzionatorio tributario (A.G. 144): l'audizione di Villani sulla qualificazione del credito inesistente

La definizione di «credito inesistente» nello schema di decreto (art. 1, lett. g-quinquies, D.Lgs. n. 74/2000) — limitata alla carenza dei presupposti costitutivi — è troppo generica, secondo Villani, perché andrebbe ancorata al comportamento fraudolento del contribuente e alla non rilevabilità nel controllo formale o automatizzato: requisiti che le Sezioni Unite della Cassazione (sentenza n. 34419/2023) pongono per il termine di accertamento di otto anni. Villani propone una riformulazione conforme alla legge delega n. 111/2023.

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Avv. Maurizio Villani
26 mar 2024
Articolo

Accordo di partnership tra CDPT e Scuola Giuridica Salernitana

CDPT e Scuola Giuridica Salernitana (SGS) sottoscrivono a Torino, il 2 dicembre 2023, un accordo di partnership di durata illimitata per condividere competenze e risorse in progetti comuni di formazione, ricerca e divulgazione scientifica. La collaborazione, attiva già dal dicembre 2022, riguarda diritto tributario e penale tributario, diritto penale sostanziale e processuale e responsabilità degli enti ex D.Lgs. 231/01, con seminari, corsi, master e pubblicazioni congiunte, revocabile per iscritto da ciascuna parte.

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Avv. Maurizio Villani
02 dic 2023
Articolo

La nuova autotutela tributaria nella bozza di decreto legislativo: eccesso di delega e proposte di ulteriori modifiche

La bozza di decreto legislativo che introduce l'autotutela tributaria obbligatoria (art. 10-quater) e facoltativa (art. 10-quinques) eccede la delega fiscale della L. n. 111/2023. Il testo pone un elenco tassativo di errori manifesti più ristretto di quello del D.M. n. 37/1997, esclude l'autotutela in presenza di giudicato favorevole al Fisco e fissa un limite di tre mesi dalla definitività, vincoli estranei alla delega. L'autore ne chiede la correzione in sede di parere (art. 76 Cost.).

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Avv. Maurizio Villani
26 ott 2023
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Notifica postale degli atti tributari: la Cassazione richiede l'avviso di ricevimento della C.A.D.

Nella notifica postale di atti tributari non recapitati per rifiuto o assenza del destinatario, oppure per assenza/inidoneità di altre persone a riceverli, il perfezionamento si prova solo depositando in giudizio l'avviso di ricevimento della raccomandata informativa C.A.D., non bastando la prova della spedizione. Lo stabilisce la Cassazione tributaria (ord. 15 settembre 2023, n. 26660), interpretando l'art. 8 della L. 890/1982 conformemente alle Sezioni Unite n. 10012/2021 e alla regola valida per l'art. 140 c.p.c.

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Avv. Maurizio Villani, Dott.ssa Ludovica Loprieno
15 ott 2023
Articolo

Le principali novità della Delega Fiscale 2023

Il 4 agosto 2023 la Camera approva in via definitiva la delega fiscale, che riscrive su più fronti il sistema tributario italiano. Introduce il contraddittorio generalizzato a pena di nullità e un nuovo Garante nazionale del contribuente, che sostituisce quello regionale previsto dall'art. 13 della l. 212/2000. Punta al ne bis in idem tra sanzioni penali e amministrative e riconosce effetto vincolante, nel processo tributario, ai fatti accertati con sentenza penale irrevocabile di assoluzione.

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Avv. Maurizio Villani
09 ago 2023
Articolo

Il difficile discrimen tra appalto di servizi e somministrazione illecita di manodopera: i risvolti fiscali e tributari

La Cassazione penale, Sez. III (10 maggio 2023, n. 19595), stabilisce che le fatture per un appalto di servizi fittizio, che dissimula una somministrazione illecita di manodopera, integrano operazioni soggettivamente inesistenti (art. 1, comma 1, lett. a, d.lgs. n. 74/2000), configurando il reato di dichiarazione fraudolenta ex art. 2. Ne derivano l'indetraibilità dell'IVA versata al preteso appaltatore e, ai fini delle imposte dirette, la deduzione indebita del costo del lavoro imputato a costo dei servizi.

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Avv. Maurizio Villani e Dott.ssa Ludovica Loprieno
13 giu 2023
Articolo

Il giudizio tributario in composizione monocratica alla luce della L. 130/2022 e del D.L. 13/2023

La L. 130/2022 affida al giudice tributario monocratico le liti di valore non superiore a 3.000 euro per i ricorsi notificati dal 1° gennaio 2023, soglia elevata a 5.000 euro dal D.L. 13/2023 (art. 40, comma 2) per i ricorsi notificati dal 1° luglio 2023. La riforma mira a deflazionare il contenzioso di modico valore: entro i 3.000 euro non serve assistenza tecnica e la sentenza monocratica resta appellabile in secondo grado.

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Avv. Maurizio Villani e Dott.ssa Marta Zizzari
03 apr 2023
Articolo

Crisi di liquidità e omessi versamenti IVA: l'evoluzione della giurisprudenza di legittimità

Dal 2014 la Cassazione ammette che la crisi di liquidità possa escludere la responsabilità penale per omesso versamento IVA (art. 10-ter d.lgs. 74/2000), superando il rigido indirizzo previgente delle Sezioni Unite (n. 37424/2013). Va però provato che la crisi fosse improvvisa, inevitabile e non superabile nonostante ogni tentativo, anche sul patrimonio personale: le assoluzioni restano perciò un'utopia. Il D.L. 124/2019 ha peraltro abbassato la soglia di punibilità da 250.000 a 150.000 euro.

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avv. Luigi Gianzi e avv. Andrea Paolo Casati
04 dic 2019
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Il doppio binario penale-tributario e il principio del ne bis in idem

La Corte EDU, ribaltando il proprio orientamento nel caso A e B c. Norvegia (Grande Camera, 15 novembre 2016), ha ammesso il doppio binario penale-tributario se i due procedimenti sono connessi, nella sostanza e nel tempo, in modo sufficientemente stretto (art. 4 Prot. 7 CEDU). Il d.lgs. 158/2015 non ha abrogato i reati di omesso versamento e indebita compensazione (artt. 10 bis, 10 ter, 10 quater d.lgs. 74/2000): la compatibilità va valutata caso per caso.

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avv. Giuseppe Palasciano
12 apr 2019
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Sul delitto di indebita compensazione ex art. 10-quater d.lgs. 74/2000

La Corte ha ritenuto infondata la questione di legittimità costituzionale sollevata con ordinanza del Tribunale di Busto Arsizio dell’11 novembre 2016, con riferimento all’art. 3 Cost., dell’art. 10-quater nel suo testo anteriore alle modifiche introdotte dal d.lgs. 24 settembre 2015, n. 158, nella parte in cui, con riguardo al delitto di indebita compensazione ivi descritto, fissava la soglia di punibilità in 50.000 euro annui anziché in 150.000 euro.

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avv. Riccardo Lucev
21 feb 2018
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Sul sequestro preventivo

La Corte di Cassazione formula le seguenti considerazioni: “...Con riferimento, infine, al divieto di procedere al sequestro preventivo dell'intero ammontare del profitto del reato in caso di presenza di una pluralità di concorrenti va ribadita la regula juris - fondata sul principio solidaristico che informa la disciplina del concorso di persone e che implica l'imputazione dell'intera azione delittuosa in capo a ciascun concorrente ...

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Paolo Comuzzi
15 dic 2017
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La responsabilità del revisore è solo per "errori significativi"

I giudici stabiliscono che è necessario provare la significatività dell’errore e la condotta negligente del revisore legale. L'attività del revisore, finalizzata al rilascio di un "parere", deve individuare solo gli "errori significativi" (carenze di informativa o rappresentazioni non precise che potrebbero modificare in modo rilevante i valori di bilancio). Per configurare la responsabilità del ...

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dr. Maria Cristina Bruno
13 mag 2011
Paolo Comuzzi

Il commento di Paolo Comuzzi

Commenti a sentenze della Cassazione e altri contributi del socio Paolo Comuzzi.

Contributi del 2020

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Cass. pen. 13149/2020 — indebita compensazione applicabile anche ai contributi previdenziali

Il reato di indebita compensazione (art. 10-quater Dlgs 74/2000) sussiste anche quando il credito fiscale inesistente serve a compensare, ai sensi dell'art. 17 Dlgs 241/97, oltre 50mila euro di contributi previdenziali e assistenziali, non imposte dirette o Iva. Con la sentenza 13149/2020 la Cassazione accoglie il ricorso del PM contro la decisione del Tribunale del riesame che aveva annullato il sequestro preventivo, superando l'orientamento secondo cui il reato riguardava solo le imposte dirette e l'Iva.

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Cassazione 11570/2020

La presente pronuncia offre interessanti indicazioni con riferimento all’aspetto del rapporto tra quello che è l’articolo 416 c.p. e le norme sui reati tributari (nel caso specie quello di cui all’articolo 10 quater del Decreto Legislativo 74/2000).

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CTR Lombardia 622/1/2020 — IRAP esclusa dal raddoppio dei termini di accertamento

La CTR Lombardia esclude il raddoppio dei termini di accertamento IRAP anche in presenza di reato tributario con obbligo di denuncia: gli avvisi notificati oltre la decadenza ordinaria restano sempre illegittimi. Il Dlgs 74/2000 include tra i reati tributari solo le violazioni su imposte sui redditi e IVA, non l'IRAP, che resta perciò esclusa dal raddoppio ex art. 43 Dpr 600/73. La sentenza 622/1/2020 riforma la CTP Milano 5122/2017, allineandosi a Cassazione 1425/2018 e 4775/2016.

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Cass. pen. Sez. II 10649/2020 — sommatoria dei profitti da dichiarazione fraudolenta e riciclaggio

Quando dichiarazione fraudolenta e riciclaggio sono commessi da soggetti diversi ma collegati — i coniugi, con beni conferiti in un Trust ritenuto simulato — il profitto confiscabile per equivalente è la somma dei profitti di entrambi i reati, non il solo riciclaggio. La Cassazione ribadisce la natura sanzionatoria della confisca di valore, che non può eccedere il profitto del reato, e conferma la sommatoria operata dal Tribunale della Libertà, ravvisando duplici profitti autonomi e confiscabili.

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Cass. 8340/2020 — omessa dichiarazione, termine di 90 giorni e prescrizione

Il termine dilatorio di novanta giorni concesso dall'art. 5, comma 2, d.lgs. n. 74/2000 per presentare la dichiarazione dopo la scadenza ordinaria non è causa di non punibilità, ma segna il momento consumativo del reato di omessa dichiarazione (art. 5, comma 1): la prescrizione decorre perciò dal novantunesimo giorno, non dal termine ordinario. Ne discende l'onere di provare che, allo spirare del termine aggiuntivo, la dichiarazione risultasse ancora omessa.

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Cass. 7257/2020 — riciclaggio anche con atti leciti

Il riciclaggio è un reato a forma libera, integrabile anche con atti del tutto leciti — nel caso di specie lo scudo fiscale seguito dal trasferimento del denaro — se orientati a occultare la provenienza delittuosa. Conta la finalità dell'agente, non la liceità dell'atto: più operazioni unite da un unico obiettivo configurano un solo reato a formazione progressiva, che cessa con l'ultima di esse. Rileva anche per la voluntary disclosure sulle sostanze detenute all'estero.

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Cass. pen. 6397/2020 — autoriciclaggio da fatture false e contanti restituiti dall'emittente

Integra il reato di autoriciclaggio (art. 648-ter.1 c.p.) l'utilizzatore di fatture false che riceve in contanti dalla società emittente le somme ad essa in precedenza bonificate. Il provento della frode fiscale era stato trasferito con bonifici simulando operazioni commerciali e restituito in contanti, ostacolando così l'identificazione della provenienza delittuosa del denaro. Resta esclusa la non punibilità ex art. 648-ter.1 co. 4 c.p., riservata al solo godimento diretto dei beni senza atti che ne ostacolino l'identificazione.

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Cass. pen. 5711/2020 — dichiarazione fraudolenta mediante lettere di intento false

La Cassazione qualifica come dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici (art. 3 D.Lgs. 74/2000, ante riforma D.Lgs. 158/2015) la condotta di chi tratta operazioni come non imponibili IVA sulla base di lettere di intento rilasciate da falsi esportatori abituali. L'artificio prosegue nell'indicazione IVA: importi ridotti nel rigo VE22 e le medesime operazioni spostate nel rigo VE31, con un doppio documento di trasporto — quello ufficiale con clausola FCA, mai allegato al carico su istruzione ai vettori.

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Cass. pen. 4433/2020 — CMR come «altro documento» equiparato alla fattura

La nozione di «altri documenti» ex art. 8 d.lgs. 74/2000 comprende ogni documento cui le norme tributarie riconoscano valore probatorio analogo alla fattura, incluso il documento di trasporto internazionale (CMR) idoneo a provare il trasferimento intracomunitario di merci ai fini IVA. Il criterio è l'equiparazione funzionale alla fattura tipica dell'art. 21 d.P.R. 633/1972 (Cass. Sez. 3, n. 9453/2017, dep. 2018); l'argomento del ricorrente, incentrato solo sulla richiesta di uscita doganale, viene giudicato insufficiente.

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Cass. 3458/2020 — responsabilità dell'amministratore verso la società per reati tributari

Le condotte penalmente rilevanti in materia tributaria sono astrattamente idonee a produrre danno non solo per l'Erario ma anche per la società per cui l'amministratore ha agito, tanto da giustificare una condanna generica al risarcimento. L'amministratore risponde sia per inadempimento del mandato (art. 1710 c.c.) sia ex art. 2043 c.c., con riflessi anche sulla vigilanza del collegio sindacale. La sentenza conferma anche la natura sanzionatoria della confisca per equivalente, rilevante per la prescrizione del reato.

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Cass. pen. 2299/2020 — sequestro e annullamento tributario nella sottrazione fraudolenta

Il sequestro preventivo funzionale alla confisca per sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte non può essere disposto né mantenuto se la commissione tributaria ha annullato, anche con sentenza non definitiva, la cartella esattoriale con correlato sgravio dell'Amministrazione finanziaria. Per conservarlo nonostante l'annullamento, il giudice deve motivare specificamente perché quella pronuncia non abbia accertato la verità processuale. Nel commento di Comuzzi, la sentenza tributaria resta un valido elemento indiziario, non vincolante sull'esistenza del debito d'imposta.

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Contributi del 2019

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Cass. pen. 7242/2019 — presunzioni tributarie: dato di fatto, non prova penale

La Cassazione, con la sentenza 7242/2019 (pag. 4), afferma che la presunzione tributaria del prelevamento di cassa quale reddito è tipica del diritto tributario e non è estensibile come prova al processo penale. Resta comunque un dato di fatto valutabile come elemento indiziario a fondamento di misure cautelari, purché il giudice penale lo consideri insieme a riscontri ulteriori che diano certezza della condotta criminosa: la loro assenza rende la motivazione insufficiente per condannare.

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Cass. pen. 7242/2019 — presunzioni tributarie e prova nel processo penale

La Cassazione penale, con la sentenza 7242/2019, esclude che la presunzione tributaria «prelevamento di cassa = reddito» valga come prova nel processo penale: è una presunzione propria del diritto tributario, non estendibile al penale, che può al più fondare elementi indiziari per misure cautelari. Il giudice penale deve valutare liberamente questo dato di fatto insieme a elementi di riscontro che diano certezza della condotta criminosa, e una motivazione che li ometta risulta insufficiente per condannare.

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Cass. pen. 6360/2019 — fatture false, ideologiche o materiali: vale l'art. 2

La Cassazione conferma che il reato di frode fiscale ex art. 2 d.lgs. 74/2000 è configurabile ogniqualvolta il contribuente usi, per la dichiarazione fraudolenta, fatture o documenti attestanti operazioni non realmente effettuate, a prescindere dalla falsità ideologica o materiale. Il discrimine rispetto all'art. 3 non sta nel tipo di falso ma nella natura del documento, che deve avere rilievo probatorio analogo alla fattura secondo le norme tributarie, anche dopo la riforma dei reati tributari.

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Cass. pen. 6360/2019 — fatture false: irrilevante la natura ideologica o materiale

La Cassazione conferma che il reato di frode fiscale ex art. 2 d.lgs. 74/2000 si configura ogniqualvolta il contribuente si avvalga di fatture o documenti che attestano operazioni non realmente effettuate, a prescindere dalla natura ideologica o materiale della falsità. Il discrimine rispetto all'art. 3 non sta nell'operazione compiuta ma nel tipo di documento usato per la frode. Viene così respinto il ricorso del contribuente, che invocava l'art. 3 anziché l'art. 2.

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Cass. pen. 5934/2019 — credito IVA falso e compensazione verticale (art. 10-quater)

La Cassazione stabilisce che l'art. 10-quater — che punisce l'uso indebito della compensazione — si applica anche alla compensazione verticale, non solo a quella orizzontale, ed è integrato dall'impiego di un credito IVA falso: nel caso, i 146 milioni vantati da DAGAR dal 2002 e compensati dal 2007. La Corte ritiene la consistenza significativa del credito indice della coscienza e volontà contra legem, giudicando non vincolanti in sede interpretativa le istruzioni di Agenzia e GDF.

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Cass. pen. 5934/2019 — indebita compensazione di credito IVA inesistente

La Cassazione stabilisce che l'art. 10-quater punisce l'indebita compensazione — orizzontale (F24) o verticale — di un credito IVA inesistente, condotta che si concretizza nell'omesso versamento del dovuto. Nel caso DAGAR, un credito IVA di 146 milioni di euro del 2002, portato avanti fino al 2009 e compensato dal 2007, viene giudicato falso: la Corte ravvisa il dolo nella «consistenza significativa» del credito e nella mancata richiesta di rimborso, che avrebbe esposto a controlli.

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Cass. pen. 8850/2019 — sottrazione fraudolenta: sequestro per equivalente sui beni sottratti

Nella sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, il sequestro per equivalente va commisurato al valore dei beni fraudolentemente sottratti alla garanzia, non all'intera pretesa fiscale: lo afferma la Cassazione, dissentendo dal tribunale del riesame e conformandosi alla giurisprudenza maggioritaria. La condotta tipica è l'alienazione simulata o altro atto fraudolento idoneo a rendere inefficace la riscossione coattiva: il profitto del reato è quanto sottratto a tale riscossione, non le imposte e sanzioni non pagate.

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Cass. pen. 7260/2019 — confisca per equivalente revocata se reato prescritto

La confisca per equivalente ha natura sanzionatoria e va revocata se il reato sottostante è prescritto: la Cassazione annulla la sentenza della Corte d'Appello di Ancona che aveva confermato la confisca dei beni sequestrati a un amministratore prosciolto per prescrizione dall'accusa di aver omesso ricavi per circa 17 milioni di euro e distrutto o occultato le scritture contabili. Precisa che l'occultamento, reato permanente a differenza della distruzione, si prescrive dalla notifica dell'avviso di accertamento.

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Conversione D.L. 124/2019 — proposta di estendere la non punibilità da ravvedimento alla dichiarazione fraudolenta

Il D.d.L. di conversione del D.L. 124/2019 propone di estendere ai reati di dichiarazione fraudolenta la causa di non punibilità già prevista per la dichiarazione infedele, condizionata a rimozione della violazione e pagamento di imposte, interessi e sanzioni prima di un controllo fiscale e/o penale. Poiché l'art. 13 del D.lgs. 74/2000 non chiarisce se ciò debba avvenire entro il termine di presentazione della dichiarazione dell'anno successivo o senza limiti temporali, l'autore propende per quest'ultima soluzione.

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D.L. 124/2019 — retroattività della confisca allargata nei reati tributari

La confisca «per sproporzione» o «allargata» introdotta dal DL 124/2019 per i reati tributari (nuovo art. 12-ter D.lgs. 74/2000, che richiama l'art. 240-bis c.p.) si applica anche ai fatti commessi prima della sua entrata in vigore, perché qualificata come misura di sicurezza atipica anziché come pena. Il condannato deve quindi giustificare la provenienza anche del patrimonio più risalente, con il solo limite indeterminato degli acquisti risalenti a un'epoca eccessivamente lontana dal reato (Cass. 10887/2013).

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Raddoppio dei termini per violazioni penali — annualità in scadenza al 31.12.2019

Gli accertamenti per reati fiscali relativi al 2010 (UNICO 2011), o al 2008 se la dichiarazione fu omessa (UNICO 2009), vanno notificati entro il 31.12.2019 sfruttando il raddoppio del termine di decadenza previsto per le violazioni penali. Dal 3.9.2015 l'art. 2 co. 3 del DLgs. 128/2015 subordina tale raddoppio all'invio della denuncia penale entro il termine ordinario di accertamento; la L. 208/2015 lo ha poi abrogato a decorrere dall'annualità 2016 (dichiarazioni 2017).

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Cass. trib. 14527/2019 — esterovestizione: rileva il luogo delle riunioni

Ai fini dell'esterovestizione di una holding non rileva la residenza italiana o inglese degli amministratori, né la mera gestione della partecipazione, attività connaturata alle holding, ma il luogo in cui si tengono i consigli di amministrazione e le assemblee. Con questo principio la Cassazione, sez. V tributaria (n. 14527/2019), censura la CTR che aveva escluso la residenza fiscale olandese di Agusta Holding BV, con riflessi anche sul parallelo doppio binario penale.

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Cass. 10800/2019 — patteggiamento senza pagamento del debito tributario

Il patteggiamento nei reati tributari (art. 444 c.p.p.) non richiede sempre il pagamento integrale del debito d'imposta: lo afferma la Cassazione dichiarando inammissibile il ricorso del Procuratore Generale presso la Corte d'Appello di Perugia. L'art. 13 bis d.lgs. 74/2000 subordina il patteggiamento al pagamento di imposte, sanzioni e interessi, ma per l'omesso versamento IVA o ritenute l'estinzione del debito è causa di non punibilità, non presupposto del rito, e il mancato pagamento non lo preclude.

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Cass. pen. 9681/2019 — autoriciclaggio e sequestro di polizze vita

La Cassazione valuta il ricorso contro il sequestro preventivo — confermato in riesame — di due polizze vita, sottoscritte riscattando una polizza alimentata da denaro illecito, per autoriciclaggio. Il giudice del riesame deve indicare le ragioni dell'accusa, mentre in Cassazione il sindacato riguarda solo la violazione di legge. Nel merito rilevano la causa concreta del contratto e gli aspetti complessivi dell'operazione: anche un investimento trasparente integra il reato se allontana la tracciabilità del denaro illecito.

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Cass. 8851/2019 — autoriciclaggio, reato di pericolo concreto

L'autoriciclaggio è un reato di pericolo concreto: non bastano il mero reimpiego o trasferimento delle somme, ma serve una condotta con idoneità dissimulatoria concreta, tale da ostacolare concretamente l'identificazione della provenienza delittuosa. La Cassazione (sent. 8851/2019, ud. 1.2.2019) lo ricava dal criterio letterale della norma e impone al giudice di verificarne l'esistenza: interessa perché i reati fiscali possono generare autoriciclaggio, con riflessi sulla responsabilità delle persone giuridiche per i fatti dei soggetti apicali.

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Cass. pen. 8850/2019 — sequestro per equivalente commisurato ai beni sottratti

Il sequestro per equivalente nel delitto di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte deve essere commisurato al valore dei beni sottratti alla garanzia, non all'intera pretesa fiscale. La Cassazione dissente dal tribunale del riesame, che aveva sposato quest'ultima tesi, e chiarisce che il profitto del reato non sta nelle imposte e sanzioni non pagate, ma in ciò che viene sottratto alla riscossione coattiva tramite alienazioni simulate o altri atti fraudolenti.

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Cass. pen. 8705/2019 — sequestro preventivo su beni della figlia per indebita compensazione

La Cassazione conferma il sequestro preventivo sui beni intestati alla figlia dell'indagato, ritenuta interposta al padre autore di indebita compensazione, e respinge l'eccepita violazione dell'art. 12-bis D.Lgs. 74/2000. Il reato sussiste anche compensando debiti non esclusivamente tributari e in compensazione verticale, perché conta l'omesso versamento, non la posta compensata in F24. L'interposizione si desume dal fatto che la figlia, senza lavoro, sia legale rappresentante a 20 anni di una società partecipata al 100% dal padre.

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Cass. pen. 8705/2019 — sequestro preventivo a terzi per indebita compensazione

La Cassazione conferma il sequestro preventivo sui beni intestati alla figlia ma riconducibili al padre, autore del reato di indebita compensazione, respingendo il ricorso per violazione dell'art. 12-bis D.Lgs. 74/2000. Il reato sussiste anche compensando debiti non solo tributari e in forma verticale, perché rileva l'omesso versamento in sé, non la posta in F24; né è illogico ritenere interposta la figlia ventenne, che non lavora, legale rappresentante di una società del padre, socio al 100%.

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Cass. pen. 7260/2019 — confisca per equivalente e prescrizione del reato

Se il reato è dichiarato estinto per prescrizione, la confisca per equivalente ad esso collegata va revocata, perché ha natura afflittiva e sanzionatoria e non regge una volta esclusa la rilevanza penale del fatto che l'aveva giustificata. La Cassazione precisa inoltre che, per l'occultamento delle scritture contabili (reato permanente, a differenza della distruzione, istantanea), la prescrizione decorre dalla notifica dell'avviso di accertamento, non dall'inizio della verifica.

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CTR Lazio 5537/2019 — onere della prova nelle fatture oggettivamente inesistenti

La CTR Lazio esclude che l'Agenzia possa contestare l'oggettiva inesistenza delle operazioni sulla base di meri sospetti, dovendo invece superarli con riscontri, anche presuntivi, gravi, precisi e concordanti. Il contribuente, di converso, deve opporre prova documentale piena dell'effettiva esecuzione delle operazioni, senza limitarsi a contro-affermazioni generiche. Comuzzi collega l'esito al processo penale: l'assoluzione dovrebbe travolgere anche l'accertamento tributario, mentre una sua decadenza per motivi di rito non basterebbe da sola a fondare un'assoluzione.

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Cass. pen. 47832/2019 — indebita compensazione contestabile senza accertamento tributario definitivo

L'accusa di indebita compensazione di crediti tributari (art. 10-quater D.Lgs. n. 74/2000) è procedibile in sede penale anche senza un accertamento tributario definitivo sulla falsità del credito compensato: la Cassazione ribadisce, richiamando propri precedenti conformi, che fra processo penale e giudizio tributario non sussiste alcun vincolo di pregiudizialità e che l'accertamento in sede contenziosa non vincola il giudice penale. Il reato è quindi contestabile senza attendere l'esito del contenzioso tributario.

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Cass. 47287/2019 — patteggiamento e confisca per omessa dichiarazione IVA

Per i reati di cui agli artt. 4 e 5 d.lgs. 74/2000, il patteggiamento resta ammissibile ex art. 13-bis anche senza i presupposti di non punibilità dell'art. 13, solo se il debito tributario è estinto prima dell'apertura del dibattimento di primo grado. Aderendo alla tesi del procuratore generale, la Cassazione ritiene dovuta la confisca ex art. 12-bis, non disposta dal Tribunale di Livorno, per omessa dichiarazione IVA e imposta evasa di 167.000 euro.

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Concorso del professionista nei reati tributari: rassegna delle posizioni della Cassazione

La responsabilità penale del professionista per concorso nei reati tributari richiede un contributo attivo alla realizzazione dell'illecito, principio che tiene anche dopo l'inasprimento sanzionatorio del DL 124/2019. La rassegna di giurisprudenza (Cass. 39873/2013, 4383/2013, 17418/2016 e 28158/2019) individua il concorso nel consulente che contabilizza consapevolmente fatture per operazioni inesistenti, rafforza il disegno criminoso, suggerisce ai clienti l'uso di documenti fittizi o risulta consapevole della frode fiscale, anche tramite intercettazioni telefoniche.

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Cass. 36428/2019 — sequestro di denaro al legale rappresentante, per equivalente

Il sequestro di denaro presso il legale rappresentante della società coinvolta in reati tributari (art. 12-bis legge 74/2000) è sempre per equivalente, salvo che l'ente sia uno schermo fittizio. Il PM può richiederlo dopo aver verificato l'impossibilità del sequestro diretto sul patrimonio sociale, salvo richiesta congiunta, con verifica rinviata alla fase esecutiva. La Cassazione ritiene che il Tribunale avrebbe dovuto valutare le conseguenze del mancato esame, da parte del PM, della capienza dei patrimoni sociali.

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Cass. 32364/2019 — dolo eventuale nella frode fiscale e sequestro preventivo

Il reato di frode fiscale (art. 2 della normativa penale tributaria) si configura anche a titolo di dolo eventuale, ravvisabile nell'accettazione del rischio che la dichiarazione comporti l'evasione delle imposte dirette o dell'IVA. Ai fini del sequestro preventivo, il difetto dell'elemento psicologico rileva solo se di immediata evidenza («ictu oculi»). Comuzzi contesta inoltre l'estensione della responsabilità sulla dichiarazione IVA a tutti i componenti del CdA e suggerisce di formalizzare procedure interne sulla gestione fiscale.

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Cass. pen. 31220/2019 — presunzioni ex art. 32 e sequestro cautelare

Le presunzioni legali dell'art. 32 d.P.R. 600/1973 non provano da sole il reato, ma hanno valore indiziario sufficiente a giustificare una misura cautelare reale come il sequestro, se correttamente applicate. La Cassazione richiama il «doppio binario» tributario: la presunzione si supera solo con un'analitica giustificazione delle singole operazioni bancarie, non con prova generica, a conferma che l'inversione dell'onere probatorio propria dell'accertamento fiscale legittima la misura cautelare.

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Cass. pen. 29980/2019 — sottrazione fraudolenta, sequestro diretto e affitto d'azienda

La Cassazione afferma che nella sottrazione fraudolenta il profitto confiscabile è la riduzione simulata o fraudolenta del patrimonio sul quale il fisco ha diritto di soddisfarsi (reato di pericolo), mentre il profitto in mano a un estraneo al reato non è confiscabile. Nel caso rileva solo l'incoerenza del Tribunale — che aveva ravvisato una cessione dissimulata dietro l'affitto d'azienda ma annullato il sequestro diretto — senza affermare che l'affitto sia di per sé sottrazione fraudolenta.

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Cass. 28158/2019 — concorso del professionista nel reato tributario

La Cassazione conferma che il professionista — qui il consulente fiscale — può concorrere nel reato di dichiarazione fraudolenta a titolo di dolo eventuale, accettando il rischio che la dichiarazione con fatture per operazioni inesistenti comporti evasione delle imposte dirette o dell'IVA. Il contributo causale sta nella redazione e presentazione della dichiarazione e nell'aiuto a sistemare le irregolarità, mentre la consapevolezza emerge da accesso autonomo alla contabilità, anomalie note e segnalazioni ignorate del collegio sindacale.

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Cass. pen. 27848/2019 — elemento soggettivo del riciclaggio provato per indici logici

Per la configurabilità del riciclaggio (art. 648 bis c.p.) non serve che la consapevolezza dell'origine illecita del bene si estenda alle circostanze del reato presupposto, bastando che l'elemento soggettivo sia provato per indici logici univoci. Nella specie, le somme sarebbero passate da B ad A tramite un preliminare di compravendita simulato, e il loro collegamento economico è tra gli indici valorizzati dai giudici di merito; basta che la tracciabilità dei beni sia solo ostacolata.

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Cass. pen. 23810/2019 — dichiarazione integrativa e dichiarazione infedele

La Cassazione (sent. 23810/2019) dichiara irrilevante, ai fini della configurabilità del reato di dichiarazione infedele, la dichiarazione integrativa a sfavore presentata nei termini per correggere quella originaria: il delitto ha carattere istantaneo e si cristallizza già con la prima dichiarazione, da cui decorre anche la prescrizione, in linea con propri precedenti conformi. Nel commento, Paolo Comuzzi critica l'impostazione come eccessivamente formalistica, ritenendo che vada prima accertato quale sia la dichiarazione fiscalmente valida.

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Cass. pen. 22061/2019 — sequestro preventivo e profitto nell'omesso versamento di ritenute

Nel sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta del profitto da omesso versamento di ritenute (art. 10-bis d.lgs. 74/2000), la Cassazione stabilisce che il profitto coincide col risparmio di spesa, cioè col saldo del conto corrente al momento di consumazione del reato. Il reato si consuma alla scadenza del termine dichiarativo: le somme entrate dopo non sono sequestrabili, e l'impegno a un pagamento rateale riduce ma non preclude il sequestro.

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Cass. 19672/2019 — visto di conformità mendace: concorso del professionista

Per la Cassazione, l'apposizione di un visto di conformità mendace — pesante o leggero — costituisce mezzo fraudolento idoneo a ostacolare l'accertamento e indurre in errore l'Amministrazione Finanziaria, rilevando ai fini del concorso del professionista che, vistando la dichiarazione, ha reso possibile la compensazione orizzontale del credito d'imposta. Comuzzi vi legge un rischio pratico: la Cassazione pretende una verifica sostanziale, non solo formale, ma reputa arduo ipotizzare la consapevole complicità del professionista estraneo alla contabilità.

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Cass. pen. 19233/2019 — reato permanente per mancato assolvimento IVA all'importazione

La Cassazione qualifica il mancato assolvimento dell'IVA all'importazione come reato permanente, la cui prescrizione decorre dal pagamento del tributo. Esclude la depenalizzazione per l'ipotesi aggravata: oltre 49.993,03 euro la pena è multa e reclusione, trattandosi di fattispecie autonoma. Conferma infine la legittimità costituzionale della soglia, più bassa dei 250K euro dell'evasione IVA generale, perché i 238K euro evasi configurano un fatto assai prossimo per offensività a quello sanzionato dall'art. 10 D.Lgs. 74/2000.

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Cass. civ. 17536/2019 — doppio binario: assoluzione penale non vincola l'accertamento tributario

La sentenza penale irrevocabile di assoluzione per reati fiscali, anche con formula piena, non spiega automatica efficacia di giudicato nel processo tributario: lo stabilisce Cass. 17536/2019 (sez. V civile). Il processo tributario ammette infatti presunzioni semplici inidonee a sorreggere una condanna penale, sicché l'assolto in sede penale può comunque essere ritenuto responsabile fiscalmente se l'accertamento risulta fondato su validi indizi. Comuzzi giudica la conclusione poco condivisibile, ritenendo i due processi non del tutto scollegabili.

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Cass. pen. 17535/2019 — confisca del profitto: sanzioni escluse salvo sottrazione fraudolenta

Il profitto confiscabile nei reati tributari coincide col solo risparmio economico derivante dagli importi evasi, escluse le sanzioni. Fa eccezione la sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, unico reato per cui — sulla scia delle Sezioni Unite 18374/2013 — il profitto si estende anche alle sanzioni e agli accessori esigibili dal fisco. Comuzzi rileva però che la Corte non approfondisce il tema degli interessi, che a suo giudizio andrebbero valutati separatamente come possibile ulteriore profitto.

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Cass. 16768/2019 — fatture soggettivamente false: rilevano solo ai fini IVA

La Cassazione, con la sentenza 16768/2019, chiarisce che la fattispecie di cui all'art. 2 D.Lgs. 74/2000 è ravvisabile, ai fini dell'evasione delle imposte dirette, solo in presenza di operazioni oggettivamente inesistenti. Ai fini IVA, invece, rilevano anche le fatture soggettivamente false, cioè emesse da un soggetto diverso da chi ha effettivamente reso la prestazione. La Corte precisa inoltre che l'inesistenza oggettiva ricorre anche quando i costi indicati in fattura non coincidono con quelli effettivamente sostenuti.

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Cass. pen. 15020/2019 — particolare tenuità del fatto e soglia di punibilità

La soglia di punibilità dei reati tributari non esclude, in assenza di eccezioni legislative esplicite, l'applicabilità della particolare tenuità del fatto ex art. 131 bis c.p.: lo afferma la Cassazione nella sentenza 15020/2019. Va però valutata la condotta nella sua interezza: solo un supero di pochissimo della soglia rientra nella «minima offensività», senza automatismi e con esclusione per condotta abituale. Per questa lacuna valutativa la sentenza d'appello viene cassata con rinvio.

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Particolare tenuità del fatto e omesso versamento IVA — in continuità con Cass. 15020/2019

La Cassazione conferma che la particolare tenuità del fatto (art. 131 bis c.p.) è compatibile anche con i reati a soglia di punibilità, come l'omesso versamento IVA, respingendo l'esclusione automatica applicata dalla Corte d'Appello di Roma per il solo superamento della soglia. Richiamando le SS.UU. 13681/2016 e Cass. 15020/2019, chiarisce che solo un superamento significativo della soglia esclude la tenuità, mentre uno scarto marginale richiede una valutazione in concreto di condotta, danno e non abitualità.

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D.L. 124/2019, art. 39 — emendamento su dichiarazione infedele e omessi versamenti

L'emendamento all'art. 39 del D.L. 124/2019 attenua alcuni punti critici della riforma dei reati tributari, pur confermando per la dichiarazione infedele (art. 4 D.lgs. 74/2000) l'abbassamento della soglia di punibilità a 100.000 euro. La pena scende a 2-4,5 anni di reclusione (anziché 2-5) e torna l'esimente per scostamenti valutativi complessivi, non singoli, sotto il 10%; restano invece ferme le soglie di omesso versamento ritenute (150.000 euro) e IVA (250.000 euro), artt. 10-bis e 10-ter.

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Contributi del 2018

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Cass. pen. Sez. III 1999/2018 — concorso del professionista nel reato tributario

Il professionista che idea e commercializza modelli di evasione fiscale, apponendo il visto di conformità su crediti in realtà inesistenti, risponde a titolo di concorso qualificato nel reato tributario quando sia l'ispiratore della frode, anche se il vantaggio è andato al solo cliente, purché sussista il dolo. Il profitto del reato coincide con l'importo complessivamente compensato, e il sequestro colpisce l'intera somma anche nei confronti di un solo concorrente, a prescindere dall'arricchimento personale di ciascuno.

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Telefisco 2019 (GDF) — costi non contabilizzati e imposta evasa

Per la Guardia di Finanza (Telefisco 2019), ai fini dell'imposta evasa ex art. 1 lett. f) D.Lgs. 74/2000, rilevano anche i costi non contabilizzati, purché provati almeno in via indiziaria, richiamando Cass. 37094/2015. Nel caso di omessa dichiarazione del rappresentante legale di una società immobiliare, contano le rimanenze finali sugli immobili-merce, da valutare «secondo i principi civilistici». L'autore avverte che tale criterio, senza scomputo delle perdite dell'anno precedente, rischia di gonfiare l'imposta evasa.

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